“Hai un comportamento così militare” e “Hai un tono militare”. Ho sentito e sento ancora spesso queste due frasi nella mia “vita civile”. Ma solo dopo che le persone si rendono conto che ho fatto il servizio militare. È un complimento? O piuttosto una critica? O un silenzioso rimprovero?
Indubbiamente, il servizio militare mi ha lasciato un segno. Come è “normale” nell’Esercito svizzero, ho avuto la possibilità e sono stata in grado di assumere responsabilità di comando come ufficiale in giovane età. Ho ricoperto funzioni militari di gran lunga superiori al mio allora livello gerarchico professionale. Per esempio: ho assunto il comando di una compagnia di stato maggiore di un reggimento (con tanto di fanfara) quando professionalmente ero impiegata come assistente di marketing. In quel periodo le sfide militari erano indubbiamente maggiori di quelle professionali.
Ma questa contrapposizione aveva anche i suoi lati positivi: la mia allora situazione professionale mi permetteva di dedicare del tempo anche alla formazione militare. Oltre al livello gerarchico, anche la responsabilità era completamente diversa: mentre come ufficiale potevo e dovevo prendere decisioni per tante persone, professionalmente potevo e dovevo fare “solo” il mio lavoro, secondo le istruzioni dei miei superiori. Tuttavia, questo aspetto è stato indubbiamente utile anche per aiutarmi a capire, valutare e sviluppare meglio i rapporti con i superiori, i colleghi e successivamente con i subordinati, sia militari che civili.
In seguito ho poi assunto cariche professionali di maggiori responsabilità quali direttrice di marketing e comunicazione presso delle imprese nazionali e regionali dove ovviamente potevo utilizzare le tecniche apprese durante il servizio militare.
La strutturata metodologia militare e la sua applicazione sono diventati i miei strumenti, utilizzabili ovunque, e mi hanno dato molta fiducia. Sono stata quindi anche in grado di reagire tempestivamente a eventi inaspettati. Sia in caso di carenza di personale militare, quando ero comandante di un gr osp mob durante il CQ e un cdt cp era inaspettatamente assente, sia durante l’organizzazione di un campo giovani, sia durante un’esercitazione militare internazionale alla quale ho partecipato in una funzione per la quale non esistevano regolamenti, sia semplicemente per l’esecuzione efficiente di una riunione virtuale con 6 persone.
In tutti questi casi, sono sempre stata in grado di ricorrere ai metodi che avevo imparato e applicato molte volte, offrendo così sempre una buona soluzione anche con poco preavviso.
Tuttavia, oltre alla metodologia militare, all’applicazione della stessa in tutti gli ambiti della vita e alla sicurezza personale, una qualità importante viene menzionata troppo raramente. Una qualità che diventa scontata fin dalle prime fasi della formazione e dell’esperienza di condotta in ambito militare: il senso del dovere. Senza il senso del dovere è difficile svolgere compiti, assumere incarichi ed essere responsabili per le persone, in qualsiasi ambito. Il senso del dovere è la forza trainante che spinge ad assumere responsabilità e una grande varietà di compiti, e a condurli al successo. Anche se si è consapevoli delle difficoltà, non ci si arrende.
Il senso del dovere nasce dalla responsabilità per le persone che sono subordinate.
Questa responsabilità è accompagnata da un impegno nei confronti delle persone con cui si vuole e talvolta si deve lavorare. Tuttavia, la responsabilità deve anche essere al servizio della causa, dei compiti e degli incarichi che sono stati assegnati. Questo si manifesta nel non contare le ore per preparare un buon esercizio, così come nell’organizzare un evento per un’azienda o per amici e familiari che tutti ricorderanno positivamente. La responsabilità per le persone e per le situazioni nel loro insieme è probabilmente ciò che si intende come senso del dovere. Come comandante, per me era importante coinvolgere tutti coloro che entravano in servizio in base alla loro personalità e alle loro capacità, per raggiungere insieme gli obiettivi e per motivarli, anche in situazioni difficili. Questo senso del dovere, appreso in giovane età durante il servizio militare, mi ha accompagnato fino ad oggi.
Poiché considero tutte queste qualità, apprese principalmente durante il servizio militare, come buone qualità, ora prendo le affermazioni “hai un comportamento così militare” e “hai un tono militare” come complimenti.
Articolo apparso sulla RMSI 3/2025
Sybille Freudweiler-Haab
Colonnello, già membro dello SM personale del C Cdo istruzione
Presidente di benevol Schweiz
Immagine di copertina: © VBS/DDPS – Sina Guntern
Concordo al 100%, per raggiungere obiettivi precisi bisogna avere
disciplina, organizzazzione e avere il senso del dovere.
Oggi siamo nell’ Era dei Diritti…i doveri sono quasi sempre dimenticati.