In un’intervista rilasciata alla NZZ il 25 dicembre 2025, il consigliere federale Martin Pfister ha promesso di portare con maggiore intensità il difficile dibattito sulla politica di sicurezza all’interno del Consiglio federale. Secondo Pfister, negli ultimi anni il Consiglio federale si è occupato più volte di questioni legate alla politica di sicurezza e alla neutralità. Allo stesso tempo, però, il governo è stato fortemente impegnato anche da altri dossier. Proprio nei periodi di incertezza, il Consiglio federale deve fornire orientamento e stabilire delle priorità.
Leggi tutto “La mancanza di consapevolezza”L’incapacità di concludere i conflitti e negoziare la pace
Dall’Ucraina al Medio Oriente, sembra impossibile fermare i conflitti che mettono in fibrillazione la stabilità e le economie mondiali, mentre i processi negoziali avviati da più parti non appaiono, nel momento in cui scriviamo, in grado di far cessare le ostilità.
Nel Golfo Persico le trattative tra Stati Uniti e Iran sono state annunciate in più occasioni sul punto di approdare a un accordo di pace, ma finora ogni sforzo è stato vano e in diverse circostanze ai colloqui si sono alternate scaramucce e scambi di colpi che non hanno risparmiato gli stati arabi della regione che ospitano basi statunitensi.
Leggi tutto “L’incapacità di concludere i conflitti e negoziare la pace”[Sondaggio] L’Esercito deve specializzarsi nella difesa dai droni?
Si (98,5%), No (1.5%)
Il cortocircuito
L’aumento del bilancio della Difesa così come pianificato è seriamente a rischio. L’ennesima occasione per fare un passo avanti importante nel finanziamento dell’esercito è sfumata in Parlamento, con il netto ridimensionamento del piano di sgravi e altre decisioni mancate che avrebbero potuto fornire maggiori certezze sul futuro della spesa militare.
Leggi tutto “Il cortocircuito”La sovranità svizzera nell’epoca dei bulli
La neutralità svizzera, per secoli simbolo di indipendenza inviolabile, sta subendo attacchi senza precedenti.
Due episodi recenti rivelano come persino la Confederazione elvetica, tradizionalmente rispettata nella sua autonomia, sia diventata bersaglio di ingerenze aggressive da parte di potenze che non esitano a calpestare la sovranità altrui.
Leggi tutto “La sovranità svizzera nell’epoca dei bulli”[Sondaggio] È giusto cercare un secondo sistema di difesa terra-aria ai Patriot?
Si (98.3%), No (1.7%)
Il centro di competenza Spazio, la Svizzera e lo spazio cosmico
Il Comando Ciber dell’Esercito svizzero gestisce ciberspazio e spazio elettromagnetico (CSE; CER), proteggendo le infrastrutture TIC critiche. Dal 1° gennaio 2026, il nuovo Centro di competenza spazio cosmico (inserito all’interno del Comando Operazioni), sotto il comando del col SMG Ludovic Monnerat, gestisce le capacità spaziali integrando la difesa in questo ambito.
Lo spazio cosmico (o esterno) è l’immensa distesa tridimensionale che si estende oltre l’atmosfera terrestre. Apparentemente vuoto, contiene plasma di idrogeno ed elio, campi magnetici, raggi cosmici, neutrini, materia oscura ed energia oscura. A livello fisico è caratterizzato da una bassissima densità di particelle. La fisica moderna lo considera parte di un continuo quadridimensionale, che include la dimensione temporale (spazio-tempo).
Leggi tutto “Il centro di competenza Spazio, la Svizzera e lo spazio cosmico”[Sondaggio] Un aumento temporaneo dell’IVA di 0,8 punti percentuali per la difesa. Il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione. È una buona idea?
Si (55.7%), No (44.3%)
La capacità di difesa militare – Un tentativo di definizione
Attualmente si discute molto dell’insufficiente capacità di difesa militare della Svizzera.
Ma che cosa significa realmente essere in grado di difendersi?
Anche se non esiste una definizione univoca, considero in generale tale capacità come l’attitudine di uno Stato a proteggersi da minacce o attacchi esterni grazie al proprio esercito.
La capacità di difesa non riguarda quindi solo l’esistenza di un esercito, ma soprattutto la sua effettiva capacità operativa, mediante la quale un Paese può, in caso di crisi, preservare la propria integrità territoriale, la sua popolazione e il suo ordine statale.
Questa capacità comprende diverse dimensioni.
Servizio civile, il grande inganno
Quando nel 1992 la Svizzera introdusse un’alternativa civile al servizio militare, ponendo fine a decenni di battaglie e condanne penali per gli obiettori di coscienza, il legislatore aveva in mente un principio chiaro: chi non poteva conciliare il servizio militare con la propria coscienza avrebbe potuto prestare un servizio sostitutivo, pagando però un prezzo per questa scelta. La durata maggiorata di una volta e mezzo rispetto al servizio militare non era una punizione, ma una “prova d’integrità”, un meccanismo attraverso il quale chi accettava di servire più a lungo dimostrava automaticamente la genuinità del proprio conflitto interiore. Oltre trent’anni dopo, guardando i numeri e ascoltando le testimonianze, emerge un quadro radicalmente diverso da quello immaginato dal legislatore. Il servizio civile si è trasformato in una scelta di convenienza, svuotata di quel significato etico che avrebbe dovuto rappresentarne il fondamento. La “prova della coscienza” si è rivelata un’illusione.
I dati parlano chiaro: nel 2024 sono state ammesse 6799 persone al servizio civile, con quasi 1.9 milioni di giorni prestati – un livello record. In Ticino, le partenze per il servizio civile prima della scuola reclute sono passate dal 15.9% nel 2020 al 21.6% nel 2024, ben al di sopra della media nazionale del 14.6%. Numeri che raccontano non un’epidemia di crisi di coscienza, ma una migrazione strategica verso un’opzione percepita come più vantaggiosa.
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