Il soldato del futuro: un cittadino in un mondo aumentato, automatizzato e incerto

Pubblicato in anticipazione della conferenza annuale dell’ARMSI, in programma il 13 ottobre 2026 al LAC di Lugano, questo articolo propone una prima chiave di lettura del tema “Il soldato del futuro: sviluppo tecnologico, interfaccia uomo-macchina e nuove realtà per la sicurezza pubblica”. Le riflessioni che seguono non intendono esaurire il dibattito, ma sollevare alcuni interrogativi destinati ad accompagnare il lettore verso l’evento del 13 ottobre: un appuntamento che riguarda non soltanto il futuro delle forze armate, ma anche quello della sicurezza pubblica e della società.

Al di là delle rappresentazioni fantascientifiche, pone al centro una trasformazione già in atto: in che modo l’intelligenza artificiale, i sistemi autonomi e le interfacce cervello-computer modificheranno il modo di combattere, decidere e proteggere la società? E, soprattutto, di fronte a macchine sempre più performanti, quale sarà domani il vero vantaggio dell’essere umano?

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ARMSI: dodici anni di conferenze annuali specchio dell’evoluzione della politica di sicurezza svizzera

L’ Associazione per la Rivista Militare Svizzera di lingua italiana (ARMSI) organizza da oltre un decennio un appuntamento annuale che, più di ogni editoriale, restituisce la traiettoria seguita dal dibattito elvetico sulla difesa. Fedele ai propri compiti statutari di promozione dello spirito di milizia, di informazione e discussione della politica di sicurezza del nostro Paese, nel 2014 si tenne la prima conferenza dal titolo “374 giorni in Afghanistan”. A partire da quella prima edizione, la conferenza ARMSI è diventata un appuntamento immancabile di informazione e approfondimento in ambito di politica di sicurezza. L’autorevolezza dei relatori e l’attualità dei temi sono gli ingredienti del successo, confermato da un pubblico numeroso e affezionato.

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La mancanza di consapevolezza

In un’intervista rilasciata alla NZZ il 25 dicembre 2025, il consigliere federale Martin Pfister ha promesso di portare con maggiore intensità il difficile dibattito sulla politica di sicurezza all’interno del Consiglio federale. Secondo Pfister, negli ultimi anni il Consiglio federale si è occupato più volte di questioni legate alla politica di sicurezza e alla neutralità. Allo stesso tempo, però, il governo è stato fortemente impegnato anche da altri dossier. Proprio nei periodi di incertezza, il Consiglio federale deve fornire orientamento e stabilire delle priorità.

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