L’ Associazione per la Rivista Militare Svizzera di lingua italiana (ARMSI) organizza da oltre un decennio un appuntamento annuale che, più di ogni editoriale, restituisce la traiettoria seguita dal dibattito elvetico sulla difesa. Fedele ai propri compiti statutari di promozione dello spirito di milizia, di informazione e discussione della politica di sicurezza del nostro Paese, nel 2014 si tenne la prima conferenza dal titolo “374 giorni in Afghanistan”. A partire da quella prima edizione, la conferenza ARMSI è diventata un appuntamento immancabile di informazione e approfondimento in ambito di politica di sicurezza. L’autorevolezza dei relatori e l’attualità dei temi sono gli ingredienti del successo, confermato da un pubblico numeroso e affezionato.
Ripercorrere il calendario degli eventi ARMSI dal 2014 a oggi permette di leggere in controluce l’evoluzione delle priorità strategiche svizzere. Come detto, l’edizione inaugurale, nel 2014, era dedicata al resoconto di un impiego operativo concreto (“374 giorni in Afghanistan: stabilizzazione e contro-insurrezione”), in linea con il coinvolgimento elvetico nelle missioni di supporto alla pace. Nel 2015 il focus si sposta bruscamente sulla minaccia cyber, anticipando di quasi un decennio la centralità che oggi occupa la cyberdifesa nell’agenda del DDPS.
Il 2016 e il 2017 riportano l’attenzione sul diritto internazionale umanitario e sul valore aggiunto della formazione militare in ambito civile-professionale, tema fondamentale per un esercito di milizia che deve dimostrare ai datori di lavoro le competenze tecniche e di condotta acquisite dai militi durante il servizio. Il 2018 segna un punto di svolta verso le minacce asimmetriche, con l’evento dedicato al ruolo delle forze di sicurezza nella prevenzione del terrorismo, mentre il 2019 (“Tra immagini e realtà”) porta una riflessione sul ruolo dei reporter di guerra. Il 2020, in piena pandemia, affronta due temi paralleli e destinati a restare centrali: il ruolo della Svizzera nelle missioni internazionali sotto l’egida dell’ONU e il ruolo della donna nell’esercito, quest’ultimo tema che negli anni successivi tornerà ricorrente nei numeri della rivista.
A partire dal 2021 il salto tematico è netto e coincide con il deterioramento del contesto geopolitico europeo: “Ulteriore sviluppo dell’Esercito: sfide e scelte” e “L’avvenire delle forze terrestri” (2021), seguiti nel 2022 dall’interessante relazione del Capo dell’Esercito sulle minacce e sulla prontezza dell’Esercito e da un’appassionata panoramica sull’attività degli sportivi d’élite (“In vetta con l’Esercito”).
Il 2023, a un anno e mezzo dall’invasione russa dell’Ucraina, porta in primo piano il comando cibernetico futuro, mentre il 2024 e il 2025 si concentrano su milizia, formazione delle reclute e credibilità della difesa — riflesso diretto del dibattito parlamentare sul finanziamento dell’esercito per fare fronte all’accresciuta minaccia.
L’attualità di questa programmazione emerge con chiarezza: dal racconto di una missione operativa isolata (2014) si è passati, in un decennio, a temi strutturali — cyber, spazio, intelligenza artificiale, credibilità dissuasiva, finanziamento — che riflettono l’irrompere sulla scena svizzera di minacce ibride, della corsa tecnologica militare e delle pressioni sulla neutralità, questi ultimi oggetto anche di recenti approfondimenti della rivista.
La conferenza 2026 su “Il soldato del futuro” chiude idealmente questo arco evolutivo, portando al centro dell’attenzione lo stesso interrogativo che innerva oggi la politica di sicurezza: come coniugare tradizione di milizia e trasformazione tecnologica in un contesto di crescente instabilità internazionale.
capitano (a r) Simone Leonardi,
responsabile Conferenze ARMSI


