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L’incapacità di concludere i conflitti e negoziare la pace

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy si copre gli occhi tra due incontri bilaterali durante il Vertice sulla pace in Ucraina, a Stansstad, vicino a Lucerna, in Svizzera, sabato 15 giugno 2024. I capi di Stato di tutto il mondo si riuniscono al Buergenstock Resort, nella Svizzera centrale, per il Vertice sulla pace in Ucraina, il 15 e 16 giugno. (KEYSTONE/EDA/POOL/Alessandro della Valle)

Dall’Ucraina al Medio Oriente, sembra impossibile fermare i conflitti che mettono in fibrillazione la stabilità e le economie mondiali, mentre i processi negoziali avviati da più parti non appaiono, nel momento in cui scriviamo, in grado di far cessare le ostilità.

Nel Golfo Persico le trattative tra Stati Uniti e Iran sono state annunciate in più occasioni sul punto di approdare a un accordo di pace, ma finora ogni sforzo è stato vano e in diverse circostanze ai colloqui si sono alternate scaramucce e scambi di colpi che non hanno risparmiato gli stati arabi della regione che ospitano basi statunitensi.

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Le ambiguità belliche dell’Occidente alle urne

Pacifisti a Gaza e bellicisti in Ucraina, ma sempre per ragioni elettorali.

dottor Gianandrea Gaiani

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti di novembre e con il rinnovo del Parlamento Europeo di giugno che dovrà votare la fiducia a una nuova Commissione UE, è cresciuto in termini militari, ma soprattutto politici, l’impatto su governi e opinione pubblica in Occidente dei conflitti a Gaza e in Ucraina.

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