Le linee guida

“La difesa non inizia soltanto quando truppe nemiche attraversano il confine”.

È questo il monito del capo dell’Esercito Benedikt “Bänz” Roos, che nell’ultimo numero della RMSI torna a parlare delle “linee guida” per la difesa della Svizzera. 

Attacchi informatici, sabotaggi e attacchi a distanza possono precedere un conflitto armato oppure accompagnarlo, spiega Roos, ribadendo che oggi i conflitti iniziano spesso molto prima del primo colpo sparato.

Proprio a fronte di queste sfide, il Consiglio federale a giugno ha definito il futuro orientamento dell’Esercito svizzero. Lo si può leggere in un rapporto, di una trentina di pagine, che potete trovare qui:

L’articolo apparso sulla RMSI 4/2026

Le nuove linee guida per la difesa della Svizzera

Oggigiorno, le azioni ibride e gli attacchi a distanza sono le minacce più probabili per la Svizzera.

Possono colpire le infrastrutture critiche e mettere così il nostro Paese direttamente sotto pressione. Allo stesso tempo, lo sviluppo tecnologico apre nuove possibilità per contrastare efficacemente tali minacce. Proprio per questo motivo le nuove linee guida del Consiglio federale orientano coerentemente l’Esercito svizzero alle esigenze del moderno campo di battaglia.

Un attacco diretto e su larga scala contro la Svizzera rimane, nel prossimo futuro, poco probabile. Tuttavia, non può essere escluso. Gli ultimi anni hanno dimostrato quanto rapidamente possa cambiare la situazione geopolitica internazionale. Dobbiamo essere preparati a questa eventualità.

Nel frattempo, il campo di battaglia è cambiato radicalmente. Oggi i conflitti iniziano spesso molto prima del primo colpo sparato. Attacchi informatici, sabotaggi e attacchi a distanza possono precedere un conflitto armato oppure accompagnarlo. I confini tra sicurezza interna ed esterna diventano sempre più sfumati. Per questo motivo la difesa non inizia soltanto quando truppe nemiche attraversano il confine.

La missione rimane la stessa: la difesa della Svizzera.

Ma cambia il modo in cui questa missione deve essere svolta. Oggi dobbiamo essere in grado di reagire ad azioni ibride, respingere attacchi a distanza e, nel caso estremo, contrastare un attacco armato contro la Svizzera.

Il maggiore orientamento verso le minacce ibride e gli attacchi a distanza non significa però che la preparazione al tradizionale scenario di difesa perda importanza. Queste capacità si fondano l’una sull’altra e si integrano reciprocamente. Una difesa credibile richiede pertanto un Esercito che adegui costantemente le proprie capacità all’evoluzione delle minacce e allo sviluppo tecnologico.

Con il cambiamento del campo di battaglia cambiano anche gli strumenti della difesa. Il potenziamento dei mezzi materiali dell’Esercito deve essere orientato con coerenza alle esigenze della difesa. Droni, robotica, intelligenza artificiale e moderna sensoristica assumono un ruolo sempre più importante e aprono nuove possibilità. Allo stesso tempo, le capacità consolidate rimangono indispensabili. Le esperienze maturate nei conflitti attuali non dimostrano che le nuove tecnologie sostituiscano i sistemi tradizionali, ma piuttosto che la loro efficacia nasce dall’impiego congiunto. Non è quindi determinante stabilire se debbano prevalere le tecnologie emergenti o i sistemi consolidati. Ciò che conta è che l’Esercito svizzero disponga delle capacità necessarie per garantire una difesa credibile della Svizzera nelle condizioni del moderno campo di battaglia.

Comandante di corpo Benedikt Roos Capo dell’esercito

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