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Guerra in Ucraina alla resa dei conti?

Mentre scriviamo queste note non è chiaro se il conflitto in Ucraina potrà risolversi al tavolo del negoziato o sul campo di battaglia. Quello che appare evidente è che la Russia è in grado di porre le condizioni della pace, forte dei successi conseguiti ormai quotidianamente sugli oltre mille chilometri di fronte e del costante martellamento in profondità degli obiettivi militari e industriali ucraini.

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Una preziosa esperienza con le reclute ticinesi grazie al Servizio militare

Quasi 40 anni fa, nell’estate del 1986, entrai in servizio presso la scuola reclute DCA m 245 di Emmen per pagare i gradi di tenente.
All’appello d’entrata ebbi subito una grande sorpresa: quella di essere stato assegnato come svizzero tedesco a una compagnia ticinese. Inizialmente pensai si trattasse di un malinteso.

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Le buone intenzioni

Siamo all’inizio del secondo quartale del secolo. Servono buone intenzioni per il 2025. L’anno scorso è stato un anno contrastato in termini di politica di sicurezza. Per quanto riguarda le finanze dell’esercito, i politici dell’area borghese hanno partorito un topolino. Sembrava che all’ordine del giorno vi fosse il fatto di dover salvare la faccia piuttosto che agire. Dopo le discussioni sul budget dell’esercito, seguono ora quelle sul successivo. Le buone intenzioni da sole non porteranno lontano.

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“C’è sempre un altro modo”

Cosa preoccupa la popolazione svizzera? Quanto prendono sul serio le minacce e i cambiamenti? A chi possiamo e dobbiamo ancora credere in una società “sovrainformata e sottoinformata” e forse non più interessata a temi poco piacevoli? La crescente sovrasaturazione di informazioni sta portando a una crescente incertezza. La sicurezza è una sensazione soggettiva o una realtà oggettiva? “C’è sempre un altro modo”: la citazione è di Thomas Mann. La percezione e la verità non possono più essere chiaramente separate. A seconda delle intenzioni, ciò avviene in modo abbastanza deliberato. Le “operazioni di influenza” fomentano la polarizzazione e manipolano le nostre aspettative.

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Cooperazione militare e Rubicone elvetico

Conoscersi, imparare degli altri, esercitarsi insieme sono opportunità preziose, che vanno innanzitutto a vantaggio delle forze armate svizzere. Questo ci allontana dalla neutralità? La partita si gioca sul piano politico, non su quello tecnico. Ma è giusto porsi il problema dei limiti. Non in base a stereotipi e dogmatismi ma con lucidità e pragmatismo.

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L’immagine delle dirigenti donne in Svizzera con o senza esperienza nell’esercito

La diversità nel management giova a un’impresa (v. ad es. Cuddy et al. [2008]; Kite et al., 2008, pag. 208).

Ciononostante le posizioni dirigenziali continuano a essere occupate prevalentemente da uomini. Una delle cause sono i modelli di pensiero stereotipati. Gli uomini sono visti sovente come persone autonome, sicure di sé e produttive; la figura della donna è invece spesso associata a socievolezza e orientamento alla comunità.

È interessante notare come la manifestazione di socievolezza venga ritenuta la maggior parte delle volte più importante delle competenze. Per le donne che occupano posizioni dirigenziali può risultare svantaggioso, dato che la gestione è spesso identificata con il possesso di determinate abilità.

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