“Ambiguità belliche e interessi elettorali”

"Pacifisti a Gaza e bellicisti in Ucraina, ma sempre per ragioni elettorali".
È questo lo spunto che conclude l'articolo, pubblicato nell'ultimo numero della RMSI, del dr. Gianandrea Gaiani, secondo cui gli appuntamenti alle urne stanno giocando un ruolo cruciale.
Passate le elezioni europee e in attesa di quelle americane, il quadro che si delinea non è dei più favorevoli: "L'Ucraina deve resistere e i soldati di Kiev devono continuare a morire, almeno fino alle elezioni statunitensi di novembre, perché il tracollo ucraino avrebbe un impatto diretto sul prestigio e il consenso delle attuali forze di governo in USA ed Europa.
Per aiutarli a resistere vengono prese misure militari pericolose perché aumentano il coinvolgimento diretto nel conflitto di alcune nazioni europee che hanno autorizzato l’impiego delle armi a più lungo raggio fornite a Kiev per colpire anche obiettivi sul territorio russo o che, come la Francia, hanno ufficializzato la presenza di istruttori e consiglieri militari sul territorio ucraino".

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Un pezzo di storia

Il generale Guisan alla sua scrivania

“L’elemento sorpresa nel 1942

Nel 1942, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, tutti i Paesi erano "esposti al pericolo di diventare fulmineamente teatro di operazioni belliche", Svizzera compresa. "La truppa dev'essere preparata non solo ai soliti compiti militari, ma anche alla sorpresa. Il soldato dev'essere in grado di dominare le situazioni più impreviste". Sono le parole del generale Henri Guisan, riportate in un articolo apparso sulla Rivista Militare Ticinese del 1942. Contro questo "elemento sorpresa", che caratterizza le guerre moderne, c'è un solo mezzo: la continua preparazione militare.
Nell'articolo, emerge che questa preparazione non è più sufficiente "nel breve tempo di un corso di ripetizione in periodo di pace". È invece necessario un servizio di cambio con corsi d'intensa istruzione. "Il servizio militare costa doppiamente caro cagionando spese alla Confederazione e sottraendo forze lavorative all'economia. Ciò deve doppiamente incitare l'esercito a fornire in breve tempo prestazioni massime, per raggiungere un grado di preparazione e di capacità che ci permetta di mantenere la nostra neutralità in qualunque situazione".
Immagine: della mediateca storica che rappresenta il generale Guisan nel suo studio. Rivista digitalizzata dall'ETH.

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RMSI Flash a cura di:
Uff spec Luca Faranda
Redattore RMSI FLASH
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